Trastevere: la storia, la vita nel quartiere, le chiese, le piazze e i fatti curiosi

Trastevere è il XIII Rione di Roma. Il nome deriva dal latino trans tiberim (oltre Tevere), denominazione di una delle regioni augustee. Il suo stemma è una testa di leone d’oro su sfondo rosso.
Al tempo delle origini della Città Eterna la zona di Trastevere era una terra ostile in quanto appartenente agli etruschi, gli acerrimi nemici di Roma e dei romani che se ne impossessarono con la forza per controllare il fiume da ambo i lati. La sua importanza era soprattutto strategica ed era collegata al resto della città solo da un esile ponte: il Sublicio.
In età Repubblicana la zona si popolò di marinai e pescatori per la vicinanza del Tevere, nonché di ebrei e siriani, il che spiega la presenza di templi ed edifici di culto orientali. La zona iniziò a diventare parte integrante della città successivamente, diventando una delle quattordici Regioni romane suddivise da Augusto.

L’irregolarità delle vie di Trastevere , la tortuosità dei suoi vicoli e viottoli che caratterizzano il quartiere viene fatta risalire al Medioevo, epoca in cui era visibile il forte contrasto delle casupole della povera gente ammassate sulle case dei nobili del tempo. Inoltre la presenza dei magnani, elementi architettonici che sporgevano dalle facciate delle case rendeva difficoltoso il passaggio dei carri. Le strade non ebbero alcun tipo di pavimentazione fino alla fine del’400 quando Papa Sisto IV la fece lastricare prima con mattoncini sistemati a spina di pesce e successivamente con i più caratteristici sanpietrini.

Nel 1586 Papa Sisto V fissò i 14 rioni di Roma ripercorrendo idealmente la sistemazione urbanistica delle precedenti regioni augustee, Trastevere divenne il tredicesimo con l’incorporazione del rione Borgo. Grazie al parziale isolamento e alla notevole multiculturalità i trasteverini hanno sempre costituito, nella tradizione popolare, un popolo quasi a sé stante caratterizzato da fierezza, tenacia e genuinità.

Nel 1744 Papa Benedetto XIV compì una revisione della delimitazione dei rioni conferendo a Trastevere gli attuali confini e nel 1870 il quartiere fu dotato dei “muraglioni” per arginare le periodiche inondazioni del fiume, opera architettonica, questa, che cancellò in un sol colpo tutte le più caratteristiche abitazioni situate sulla riva. Il quartiere deve gran parte della sua fama oltre alla riconosciuta bellezza anche alla sua copiosa aneddotica che ne fa uno dei luoghi più suggestivi di Roma.

Tra la fine dell’ 800 e gli inizi del novecento ebbe discreta notorietà la figura di Romeo Ottaviani  detto “er tinea”, il bullo del rione, chiamato anche “er più de' Trastevere”, morto accoltellato per un regolamento di conti in via del Moro ed entrato prepotentemente nell’immaginario popolare. Inoltre si dice che di notte nel quartiere alcune presenze apparirebbero nei vicoli semideserti per annunciare a tutti coloro che si trovano di fronte quello che li aspetterà dopo la morte. Se si tratti di fantasmi o semplici mattacchioni questo non è sempre facile dirlo, ma si continuano a sentire storie di magia e fantasmi a Roma ormai da secoli (un antico detto racconta che i romani sono abituati a vivere con presenze ultraterrene).

La notte Trastevere si riempie anche di altre presenze decisamente più terrene, ragazzi, italiani e stranieri che affollano i numerosi locali e pub dislocati lungo le sue vie. È uno dei quartieri più vivi, caratteristici e autosufficienti della città. Offre osterie, ristoranti tipici romani (molto famosi il goliardico "Cencio" e "La parolaccia" per via degli insulti reciproci tra personale e clienti, "Il Rugantino" e "da Gigetto") e pizzerie, oltre a cinema, mercati (quello di San Cosimato è stato ristrutturato proprio di recente), banche, farmacie, supermercati, botteghe negozietti di ogni tipo. I luoghi di maggiore richiamo per ragazzi e ragazze sono soprattutto piazza Trilussa , l’adiacente locale “Freni e Frizioni”, uno dei punti di ritrovo più famosi di Roma per il classico “Aperitivo”, piazza Santa Maria in Trastevere (dove chiaramente c'è l'omonima chiesa romana)e il bar "Callisto" frequentati fino alle prime luci dell’alba.

L'estate poi le manifestazioni sul tevere contribuiscono fortemente all'instancabile movimento notturno del quartiere Trastevere.

Trastevere è il XIII rione di Roma. Il nome deriva dal latino trans tiberim (oltre Tevere), denominazione di una delle regioni augustee. Il suo stemma è una testa di leone d’oro su sfondo rosso.
Al tempo delle origini della Città Eterna la zona di Trastevere era una terra ostile in quanto appartenente agli etruschi, gli acerrimi nemici di Roma e dei romani che se ne impossessarono con la forza per controllare il fiume da ambo i lati. La sua importanza era soprattutto strategica ed era collegata al resto della città solo da un esile ponte: il Sublicio.
In età Repubblicana la zona si popolò di marinai e pescatori per la vicinanza del Tevere, nonché di ebrei e siriani, il che spiega la presenza di templi ed edifici di culto orientali. La zona iniziò a diventare parte integrante della città successivamente, diventando una delle quattordici Regioni romane suddivise da Augusto.

L’irregolarità delle vie di Trastevere , la tortuosità dei suoi vicoli e viottoli che caratterizzano il quartiere viene fatta risalire al Medioevo, epoca in cui era visibile il forte contrasto delle casupole della povera gente ammassate sulle case dei nobili del tempo. Inoltre la presenza dei magnani, elementi architettonici che sporgevano dalle facciate delle case rendeva difficoltoso il passaggio dei carri. Le strade non ebbero alcun tipo di pavimentazione fino alla fine del’400 quando papa Sisto IV la fece lastricare prima con mattoncini sistemati a spina di pesce e successivamente con i più caratteristici sanpietrini.

Nel 1586 papa Sisto V fissò i 14 rioni di Roma ripercorrendo idealmente la sistemazione urbanistica delle precedenti regioni augustee, Trastevere divenne il tredicesimo con l’incorporazione del rione Borgo. Grazie al parziale isolamento e alla notevole multiculturalità i trasteverini hanno sempre costituito, nella tradizione popolare, un popolo quasi a sé stante caratterizzato da fierezza, tenacia e genuinità.

Nel 1744 papa Benedetto XIV compì una revisione della delimitazione dei rioni conferendo a Trastevere gli attuali confini e nel 1870 il quartiere fu dotato dei “muraglioni” per arginare le periodiche inondazioni del fiume, opera architettonica, questa, che cancellò in un sol colpo tutte le più caratteristiche abitazioni situate sulla riva. Il quartiere deve gran parte della sua fama oltre alla riconosciuta bellezza anche alla sua copiosa aneddotica che ne fa uno dei luoghi più suggestivi di Roma.

Tra la fine dell’ 800 e gli inizi del novecento ebbe discreta notorietà la figura di Romeo Ottaviani  detto “er tinea”, noto bullo, chiamato anche “er più de' Trastevere”, morto accoltellato per un regolamento di conti in via del Moro ed entrato prepotentemente nell’immaginario popolare. Inoltre si dice che di notte nel quartiere alcune presenze apparirebbero nei vicoli semideserti per annunciare a tutti coloro che si trovano di fronte quello che li aspetterà dopo la morte. Se si tratti di fantasmi o semplici mattacchioni questo non è sempre facile dirlo, ma si continuano a sentire storie di magia e fantasmi a Roma ormai da secoli. Ma un antico detto racconta che i romani sono abituati a vivere con presenze ultraterrene.

La notte Trastevere si riempie anche di altre presenze decisamente più terrene, ragazzi, italiani e stranieri, grazie ai numerosi locali e pub dislocati lungo le sue vie. È uno dei quartieri più vivi, caratteristici e autosufficienti della città. Offre osterie, ristoranti tipici romani (molto famosi il goliardico "Cencio" e "La parolaccia" per via degli insulti reciproci tra personale e clienti, "Il Rugantino" e "da Gigetto") e pizzerie, oltre a cinema, mercati (quello di San Cosimato è stato ristrutturato proprio di recente), banche, farmacie, supermercati, botteghe negozietti di ogni tipo. I luoghi di maggiore richiamo per ragazzi e ragazze sono soprattutto piazza Trilussa , l’adiacente locale “Freni e Frizioni”, uno dei punti di ritrovo più famosi di Roma per il classico “Aperitivo”, piazza S.Maria in Trastevere e il bar "Callisto" frequentati fino alle prime luci dell’alba.
 
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